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Piazza Pasini

Ubicazione: Piazza Pasini Torino

Committente: SOC. ALTIP S.R.L.

Dimensioni: S.l.p. 2000 mq

Fra i principali oneri dell’architettura contemporanea vi è sicuramente quello di confrontarsi con le nuove problematiche legate all’emergenza ambientale, per cui oggi risultano vincenti soprattutto quei progetti in grado di garantire il massimo di risparmio energetico e di sostenibilità ecologica. In questo senso fondamentale importanza ha assunto la capacità di selezionare e utilizzare materiali ecocompatibili, ancora in fase di sperimentazione e fino a poco fa del tutto sconosciuti. Tuttavia sono proprio le potenzialità inedite di questi nuovi materiali a costituire non solo una sfida per il progettista, ma un vero e proprio punto di partenza dal quale sviluppare interventi pregni di originalità, che alla funzionalità e sostenibilità ambientali abbinino valore qualitativo ed estetico. Il progetto di sostituzione edilizia del complesso industriale di piazza Pasini, a Torino, che prevede la riplasmazione della superficie esistente con un massimo di 2000 mq, rappresenta un tentativo concreto di individuare i volumi e le scenografie a partire dai materiali con cui esse verranno realizzate. L’esposizione a sud della facciata principale dell’edificio, prospiciente piazza Pasini, è stato il primo vantaggio che ha permesso di sfruttare l’irraggiamento solare attraverso una protezione a lamelle sui parapetti dei balconi; il bacchettato metallico si è poi rivelato subito una soluzione virtuosa anche dal punto di vista estetico, grazie al senso di leggerezza ed eleganza che sa trasmettere; è così che un materiale scelto per le sua funzionalità è diventato vero e proprio elemento di scansione di tutta la facciata, vivacizzata poi dall’inserimento laterale di ampi bowindow incorniciati di rosso. Adiacente al corpo principale della facciata, quasi a compensarne l’effetto di leggerezza, si staglia un volume in corten, dal quale è previsto l’ingresso carraio all’autorimessa interrata. L’antitesi tra materiali caldi – la pietra e il corten – e materiali freddi – il vetro e il bacchettato metallico – prosegue anche sul retro, dove il rosso dei bowindow della facciata principale compare ora sotto forma di intonaco sulle porzioni di pareti che sporgono con prepotenza dal corpo dell’edificio, accompagnando il dilatarsi degli ampi terrazzi previsti sul retro. Il tutto a creare un’immagine unitaria e coerente di un intervento non privo di difficoltà, a partire dal vincolo di non superare i quattro piani, con un’altezza massima dell’intero edificio di 16 m, limite che è stato ampiamente superato attraverso un consistente aumento di 18 m della profondità della manica e l’utilizzo dei sottotetti, resi ancor più fruibili dai balconi-terrazzi di cui sono dotati.