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Candiolo - IRCC

Ubicazione: Candiolo (TO)

Committente: Comune di Candiolo e FPRC (Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro)

Dimensioni: 47.830 mc

Il progetto per l’ampliamento dell’I.R.C.C. (Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro) di Candiolo (TO) si sviluppa a partire da un principio apparentemente contraddittorio, ma inalienabile per la stessa tipologia di intervento richiesta, che si può condensare nella formula “continuità nel rinnovamento”. Il progetto infatti consiste nel completamento di una struttura ospedaliera già presente e definita, di innegabile valore architettonico e competenza funzionale, attraverso la realizzazione di una torre della ricerca ad est, in rapporto di simmetria con quella esistente a ovest, a cui sarà unita da un corpo di collegamento destinato ad ospitare un sala conferenza, e attraverso la costruzione di un fabbricato da destinare a centrale impianti tecnologici adiacente e integrante quello attuale e la ridefinizione di alcuni percorsi e spazi interni.
Il principio di continuità, alla base delle soluzioni formali con cui il progetto ha inteso mantenere una coerenza volumetrica e qualitativa nei confronti dell’impostazione generale del complesso così come era stato concepito dai suoi progettisti, viene mediato da un’esigenza di rinnovamento nelle tecnologie costruttive e impiantistiche indirizzate al risparmio energetico e nella disposizione dei locali funzionali. La struttura delle nuove cubature, essendo la continuazione e il completamento delle strutture esistenti, sarà realizzata con le medesime tipologie costruttive – travi e pilastri in calcestruzzo a vista e solai prefabbricati –, con facciate che riprendono nel disegno delle finestrature e nei materiali di tamponamento le stesse caratteristiche materiche di quelle correnti. Peraltro l’introduzione di facciate ventilate e vetrate a taglio termico rappresenteranno fattori di evoluzione costruttiva volti a ottimizzare il risparmio energetico.
Concepiti come spazi in continuo divenire, per l’evolversi delle tecnologie e delle loro applicazioni diagnostiche e terapeutiche, le stazioni di lavoro interne sono state studiate per garantire i massimi livelli di funzionalità, ergonomia e sicurezza. In quest’ottica si rivela comprensibile l’assetto stesso dei nuovi locali previsti dal progetto, con al piano terra la cucina centralizzata, il settore day-hospital, dotato di duplice ingresso (dall’interno e dall’esterno dell’Istituto), il servizio Farmacia, gli spogliatoi dipendenti e la reception, per la quale è stata posta particolare attenzione. La hall di ingresso riassume in sé l’intenzione implicita in tutto il progetto di coniugare funzionalità e umanizzazione, nella realizzazione di una struttura ospedaliera concepita soprattutto per il paziente. È a partire dal disagio di quest’ultimo e dall’esperienza che si appresta ad affrontare lui insieme alla sua comunità di parenti e amici che lo sostengono, che il progetto immagina uno spazio connotato positivamente, lontano dallo stereotipo di luogo di tristezza e malattia con cui si è soliti individuare gli edifici di cura; in questa prospettiva l’ampiezza della hall, la superficie vetrata che le fa da sfondo, unite alle grandi finestre che veicolano la luce naturale all’interno dei diversi reparti di degenza, consentono di percepire la continuità della vita che si svolge all’esterno del luogo di cura, stimolando nel malato il desiderio di riappropriarsene e di immergersi nuovamente in essa, predisponendosi positivamente al processo di guarigione.